EXUVIA

è il nome che diamo a ciò che permane quando una funzione termina.

È la pelle lasciata dalla trasformazione.

È la prova che qualcosa è esistito.

E' anche la testimonianza che nulla è veramente terminato.

Perché la fine non è una scomparsa.

 

 

È soltanto una configurazione diversa.

PERSISTENZA.

Presenze latenti

PRESENZA LATENTE I

CL-20

Hexanitroesaazaisowurtzitano (HNIW)
C₆H₆N₁₂O₁₂

Sintetizzato negli anni Ottanta, il CL-20 è una delle strutture ad alta densità energetica più complesse mai prodotte.

Sviluppato per applicazioni specializzate, si è distinto per l'elevata energia specifica, superiore a quella di altri materiali della stessa classe.

La sua sintesi richiede processi complessi e costosi. La sensibilità alle condizioni fisiche e le difficoltà di produzione ne hanno limitato la diffusione e confinato l'impiego ad ambiti ristretti.

Studi successivi hanno evidenziato la capacità della struttura di persistere nell'ambiente e di interagire con altre forme della materia attraverso processi di degradazione e trasformazione ancora oggetto di studio.

Memoria residua

La funzione per cui era stato concepito è rimasta limitata, la sua esistenza, no.

Ogni configurazione lascia tracce, ogni traccia modifica altre configurazioni.

L'uomo ne ha registrato la formula, ne ha definito le prestazioni e ne ha stabilito i limiti.

Ma ciò che la materia conserva della sua presenza rimane in gran parte sconosciuto.

Eppure la struttura continua a partecipare ai processi che la circondano, trasferendo memoria attraverso le trasformazioni che induce e subisce.

L'uomo ne subisce inconsciamente soltanto gli effetti.

La presenza rimane.

La storia continua.